Il Premio Carlo Marchini 2026 a Mons. Flavio Giovenale
Un giovedì all’insegna della solidarietà al Teatro Der Mast di via Giosuè Carducci. Il 17 settembre l’associazione Carlo Marchini consegnerà il Premio Carlo Marchini 2026 a monsignor Flavio Giovenale, vescovo di Cruzeiro do Sul, in Brasile.
L’associazione, che da più di trent’anni si occupa di finanziare l’educazione di bambini poveri, ha scelto monsignor Giovenale per l’importanza della collaborazione del vescovo con l’associazione stessa. Il premio 2026 consiste in un assegno da diecimila euro per finanziare l’attività di monsignor Giovenale in Brasile. Il vescovo ha già annunciato che userà i soldi per la copertura di un campo da calcio e di uno da pallavolo in una scuola della periferia di Cruzeiro do Sul.
«La missione del monsignore è ancora più importante quest’anno perché il governo dell’Acre, la regione nell’ovest del Brasile in cui Giovenale si trova a operare, ha deciso di affidare la gestione delle scuole pubbliche direttamente ai religiosi», afferma la vicepresidente dell’associazione, Mariagrazia Lombardi. Infatti, la situazione nello Stato è precaria e delicata a causa della povertà e della forte criminalità, e gli istituti religiosi possono davvero fare la differenza nella vita dei giovani.
La consegna del premio avverrà alla presenza di monsignor Giovenale, che si trova in città per alcuni mesi. «La nostra volontà nel consegnargli pubblicamente il premio è quella di rendere nota a tutti la sua straordinaria missione», sottolinea Lombardi, «oltre che quella di trovare più sostenitori sul territorio e aumentare la nostra visibilità». Dal 1992, infatti, l’associazione Carlo Marchini ha raccolto 13 milioni di euro e aiutato circa 15.000 bambini poveri. Gli ambiziosi progetti di quest’anno sono due: sostenere i bambini con disabilità e dare ai ragazzi che non hanno completato gli studi la possibilità di partecipare a corsi serali. «Monsignor Giovenale ha bisogno di aiuto soprattutto per i bambini disabili che vengono iscritti nelle scuole», continua la vicepresidente, «e la nostra proposta è quella delle adozioni a distanza di questi bambini speciali, che necessitano di un sostegno non fornito dallo Stato».