Carlo Marchini ODV
12/06/2026

Chiara: Un’anima "giusta" che continua a generare futuro


di Pierpaolo Palazzoli

Il ricordo di mia sorella, Chiara Palazzoli, non è solo una fotografia incorniciata o un nome su una targa; è un battito vivo che attraversa il tempo e lo spazio. Oggi quel nome rivive nel sorriso di mia figlia, che si chiama proprio come lei: un filo teso tra passato e futuro, un modo per tenere stretta un’eredità d’amore che non si è mai interrotta.

Chiara era un’anima rara. Chi l’ha conosciuta bene sa quanto fosse coerente, dotata di una rettitudine quasi granitica. Aveva un’univocità speciale, una purezza che la rendeva talvolta selettiva nei rapporti, perché non accettava compromessi con la verità. Io ricordo bene come vivesse immersa in un’ideologia del "giusto" e della correttezza: principi che per lei non erano teorie, ma azioni quotidiane. Fare la carità, per Chiara, significava mettersi a disposizione con una semplicità disarmante, offrendo le proprie mani e il proprio cuore a chi ne aveva bisogno.

Questa sua integrità si è trasfusa nelle fondamenta del Centro a lei dedicato a Nova Contagem. Se torno indietro con la mente ai primi anni, l'immagine più potente che mi commuove è quella delle ragazze che si ammassavano fuori dai cancelli: una moltitudine desiderosa di entrare, di sfuggire ai pericoli della strada per trovare in quel luogo un approdo sicuro, pulito e dignitoso. Oggi, grazie al lavoro instancabile dell'Associazione Carlo Marchini, quella visione si è trasformata in una realtà vibrante. Il Centro "Chiara Palazzoli" è diventato una vera e propria fabbrica di futuro. Non è più solo un rifugio, ma un luogo di eccellenza dove ragazzi e ragazze brasiliani imparano a costruire il proprio domani attraverso la formazione, lo sport e l'affetto di una comunità che non li lascia soli. Se Chiara fosse qui oggi, probabilmente osserverebbe tutto questo con quel suo sguardo onesto e profondo. Direbbe, con la sua tipica schiettezza, che è stata "una cosa fatta bene". Ne sarebbe immensamente felice. In fondo, sento che è proprio grazie a lei e al suo aiuto costante "dall’alto" che questo piccolo progetto, nato dal dolore della sua scomparsa, è diventato il miracolo che è oggi.

Quella che era una scintilla di bontà in una giovane ragazza è diventata un incendio di vita che continua a illuminare Nova Contagem. Mia sorella vive ancora: nel nome di mia figlia e nel sorriso di ogni ragazzo che, grazie al Centro e a tutti i sostenitori della Carlo Marchini, oggi può guardare al futuro con speranza.
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